Caffè Greco 2021

Caffè Greco n.57

Mercoledì 24-11-2021

Francesco Jori, socio del nostro Sodalizio, ieri con  grande capacità  comunicativa ci ha parlato  del Polesine, del percorso dalla  devastazione del 1951 ai giorni nostri.

Il reddito pro  capite del Polesine attualmente si colloca al di sopra  della media nazionale da molti anni.  Negli anni ’50 del secolo scorso  era  fra le zone economicamente più depresse  della nazione, malnutrite e con forte incidenza  dell’analfabetismo.

E’ riuscito a trasformare quelle che potrebbero essere delle criticità in  veri  e propri punti di forza,   volani  di indotto occupazionale. E’ riuscito a  trarre vantaggio dalla mancanza o assenza di dannose cementificazioni valorizzando un paesaggio molto antropizzato, ma  senza  degrado.

Storicamente è sempre stato in equilibrio precario  con le  acque  dei  suoi  fiumi; le bonifiche  dapprima  benedettine, successivamente  veneziane e attualmente  gestite  dai  consorzi hanno  generato il paesaggio attuale,  integrazione  felice  fra  antropizzazione, natura, agricoltura,  e altre attività anche industriali. Non dimentichiamoci infatti che quando si sale su una giostra a Orlando in Florida (Disneyworld) probabilmente  proviene da Bergantino, che spesso cozze e vongole e ostriche  rosa che ci forniscono le pescherie provengono  da Porto Tolle, che molti  ortaggi sulle nostre tavole  provengono  da Lusia.

Lo sviluppo e le proiezioni  future rosee sono state  determinate in buona  parte da lungimiranti investimenti specie sulle risorse  umane, promossi da  fondazioni e dalla programmazione  a lungo  termine congiunta  con  le università di Padova e Ferrara che hanno fatto sorgere a Rovigo  corsi universitari legati alle esigenze  del territorio  ( es ingegneria idraulica). La cultura come fattore trainante di sviluppo e benessere dunque. Un esempio possibile che andrebbe declinato con maggiore frequenza.

il percorso che ha portato ai  risultati  sopradescritti è stato lungo  e nasce da una  catastrofe  di proporzioni bibliche, l’alluvione del novembre del 1951. Viene  descritta puntualmente  da Francesco Jori, con  cifre che  impressionano ancora oggi. Le  cronache giornalistiche e taluni cinegiornali dell’epoca sono documenti fondamentali per la ricostruzione di quello che divenne anche un grande caso mediatico e una grande fucina di idee e di opportunità individuate, colte e valorizzate.  Fin dal  consumarsi della tragedia, il nostro  relatore  pone  l’accento  sulla volontà di resistere delle persone coinvolte descrivendone la  tenacia, caparbietà, priorità e valori, fattori indispensabili per comprendere la ricostruzione e la rinascita con orizzonti nuovi.

Fin dai primi giorni della tragedia Monselice divenne centro di smistamento per i profughi e alcuni  soci presenti in sala hanno fornito le loro testimonianze  ricordando le famiglie ospitate i disagi patiti e la vastità degli allagamenti.

Dei quasi duecentomila sfollati ben ottantamila  non fecero ritorno. Un’intera generazione  venne perduta. Come fu possibile rinascere?

Tenacia  e applicazioni  costanti sono gli ingredienti della rinascita, insieme  con  scala  di  valori. Dare la stessa importanza alla scuola  del paese e alla casa di abitazione, alla società e all’individuo. In questi  valori i capitali e le risorse materiali profuse possono avere risultati, questa è la risposta di Franceco Jori

Una mostra a Rovigo curata dal nostro Socio  ricorda gli avvenimenti e  sarà aperta fino al 31/01/2022 e un libro : I giorni del diluvio il polesine e la grande alluvione del 1951  di Francesco Jori (edizioni biblioteca dell’immagine) racconta e documenta con numerose fotografie tragedia e rinascita. E’un testo che consiglio e raccomando.

Ringrazio di  cuore Francesco Jori per il contributo alla qualità  dei nostri incontri di Caffè Greco e gli faccio i migliori auguri.

Este, 25/11/2021   Il Presidente ( dott. Mario Pasetti)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caffè Greco n.56

Mercoledì 17-11/2021

Insieme con il relatore, Past President, avv. Giovanni Cappellari, ieri abbiamo ricordato nel centenario dalla nascita un concittadino di adozione,  poco noto ai più, al quale Este ha dedicato una via.

Parliamo di Mario Tognato, estense  di adozione, padovano per nascita. La sala delle feste si presentava  completamente occupata da spettatori ben distanziati nel rispetto delle norme covid. Anche le sale adiacenti erano utilizzate. Il relatore  ha  conosciuto personalmente  Mario Tognato e gli successe come  giovane avvocato nel’incarico di vicepretore in Este.

La relazione di ieri pertanto ha attinto alla conoscenza  personale fra soggetto e  relatore oltre che  alla analisi accurata delle 2 importanti opere di Mario Tognato: “La Julia muore sul posto” e “l’Inverno di 20 mesi”. I libri descrivono  le  esperienze che  maggiormente hanno segnato l’autore, vale  a dire  la sua  partecipazione alla spedizione  italiana  in Russia  del 1942 e successivamente la sua adesione alla resistenza  con una  partecipazione attiva anche  al tragico epilogo  della fine  della guerra.

Sintetizzo in modo estremo quanto illustrato con molti particolari  dall’avv. Giovanni Cappellari.

Maturato al  Liceo Classico  Tito Livio  e iscritto a giurisprudenza, Mario Tognato viene  arruolato  come allievo ufficiale nel 1941, a vent’anni. Con il grado di sottotenente, dopo un breve periodo nella Francia occupata,  viene inviato con la “Julia”  nell’ agosto  del 1942 in Russia sul fronte del Don. Nella battaglia del 30 dicembre del 41 viene  ferito al braccio e rimpatriato dopo le prime cure in Russia. A guarigione avvenute viene inviato in Val d’Aosta come  istruttore. Lì si trova all’otto settembre 1943 e dopo pochi  giorni decide di non aderire alla Repubblica Sociale  e insieme con alcuni commilitoni si dà alla macchia intraprendendo un  lungo cammino  verso le sue  e le nostre parti.

Molto si adopera nella resistenza ricoprendo per un  certo periodo anche   l’icarico  di vicecomandante della Brigata Pierobon. Molto attivo nei  territori  a lui noti, nella zona di Arsiero, Astico e val Posina  dapprima  e successivamente  nelle zone  dei  Colli Euganei riesce ad armare  e coordinare   gruppi di  resistenti e  raggiunge  un peso sufficiente per potere essere rifornito  da lanci di materiale   paracadutato.

Un tentativo di trasferimento di  materiale bellico  verso  le zone lagunari  viene tuttavia intercettato  dai fascisti  delle Brigate Nere e viene arrestato, interrogato, e subisce una  condanna  a morte nel 1944.

Una  fortunosa e fortunata evasione    lo  vede riparare dapprima  a Milano e poi a Lugano ove lavorerà con i servizi  segreti americani, allora OSS e non ancora CIA. Collabora con il capitano  Daddario e insieme a lui, a guerra appena finita, riuscirà a arrestare e  tradurre il maresciallo Graziani a Milano  sottraendolo  a  probabili  linciaggi o esecuzione arbitraria.  Concluso il periodo  bellico rifiuta le proposte americane di continuare a lavorare per i servizi segreti, termina gli studi e si avvia  alla avvocatura che svolgerà a Este. Successivamente  collaborerà con ENI in numerose sedi all’estero e  infine anche in Italia. Morirà a Padova nel 1988.

La presenza in sala e l’intervento del figlio ni Mario Tognato, il dott. Paolo Tognato ci ha fatto comprendere più a  fondo il personaggio, le sue  vicissitudini e le numerose  domande hanno animato la  serata.

In particolare, la  maturazione da aderente all’ideologia fascista (fu volontario in Russia) a attivo antifascista, avviene secondo il figlio  Paolo  proprio sul  campo, durante il periodo bellico, e fu iniziato da motivi umani e umanitari constatando le condizioni  dei  civili  nelle zone di occupazione  militare tedesca per poi maturare in una coscienza democratica, .

Vi sono   delle differenze  fra i libri pubblicati e i primi appunti  autografi  dattiloscritti e  rilegati, mostrati nella serata. Potrebbe essere il  caso  di rifare anche la ristampa critica  dei due  volumi interessati. A tutt’oggi non si è trovata  traccia  dell’ordine fatale (La Julia muore sul posto ) e tantomeno  della firma di Mussolini.

Mario Tognato, da  civile non si  risparmiava esperienze adrenaliniche alla guida di un aeroplano. Una vertiginosa picchiata verso il pennone della piazza maggiore  di Este stroncò qualsiasi attitudine aviatoria  del malcapitato Giovanni che gli sedeva accanto.   Diceva di se stesso di essere stato graziato dalla sorte per tre volte: la Russia, la condanna a morte del ’44 e un pesante infarto che lo aveva colto.

Avrei trovato appropriato accompagnare la  serata con il brano di Vasco Rossi “voglio una vita” (https://www.youtube.com/watch?v=CVRspuvw1cI) che penso  si possa  adattare al concittadino, rispettando  però i gusti musicali dell’amico e relatore avv. Giovanni Cappellari, gli ho risparmiato il pezzo rock fornendo però il link per chi volesse ascoltarlo.

Un cordiale Grazie all’avv Giovanni Cappellari, Paolo Tognato , tutti i  presenti e  quanti hanno contribuito al rinfresco di  chiusura  e alle foto.

Este, 18/11/2021   Il Prasidente (dott. Mario Pasetti)

Caffè Greco n. 55

Mercoledì,10/11/2021

Il mondo diOscar Wilde (OW)

Nel pomeriggio di ieri la sala delle feste vedeva tutti i posti occupati e taluni soci si sono accomodati nelle sale adiacenti per ascoltare la prof. ssa Mariarosa Marchetti. Il titolo dell’incontro identifica solo parzialmente la trattazione, che definirei Forlesung, alla tedesca.

La sequenza e la modalità del’ esposizione e i suoi tempi, illustrano sì vita e opere dell’autore, ma l’appropriata sovrapposizione di circostanze storiche e personali delineano moralmente la società contemporanea e la persona di OW. Ogni mio tentativo di riportare la relazione di ieri non può che essere limitato e non vorrei fosse limitante del valore dell’ originale.

Scrivo per qualche socio impossibilitato nella presenza, che ama leggere quanto proponiamo .

OW visse e scrisse nel periodo della massima espansione dell’impero britannico, della sua economia e del suo potere. I cittadini ne erano orgogliosi, erano persuasi che modello sociale , valori , cultura fossero da radicare nella società e da esportare.

La produzione letteraria era orientata al pragmatismo, gli scritti dovevano essere utili, didattici. Ben diversamente da oggi, i testi, tranne poche eccezioni erano privi di immagini o illustrazioni.

OW fu punito per non adeguarsi a questo costume , a questa morale corrente ( lat. mos moris = morale, ma anche usanza, consuetudine ecc.).

Dopo una rapida ma profonda analisi del mondo esteriore, la prof. ssa Mariarosa Marchetti ci introduce nel mondo interiore di O W.

Se in una cultura pragmatica e utilitaristica l’arte imita la vita, per OW la vita imita l’arte fino a divenire essa stessa arte. Si attua un capovolgimento dei canoni correnti da parte di un personaggio che diviene, o forse lo nacque , wit, snob, genio e dandy.

Per il termine wit possiamo utilizzare la traduzione di spiritoso, pronto, arguto; per gli altri valgono gli esempi (Cacciari per lo snob e Lapo Elkann e Mughini per il dandy).

OW Si sposa con Constance Lloyd che le rimarrà accanto anche nei momenti peggiori . Da lei ha due figli.

Il ritratto di Dorian Gray del 1890 e le due opere teatrali del 1895 L’importanza di chiamarsi Ernesto e Un marito ideale vengono prese in esame, fra la ricca produzione di OW:

Nelle opere teatrali la prof. ssa Mariarosa Marchetti ci segnala lo snobismo , avidità, ipocrisia , classismo , superficialità, arrivismo dei personaggi e della società del tempo.

OW osserva e descrive questi aspetti della sua società, non cerca di combatterli, di cambiarli, li deride, ma lui ci sta bene nella sua società, forse ama sentirsi pecora nera, nel gregge delle bianche però. Suoi contemporanei G. B. Shaw e Ibsen avevano atteggiamenti differenti.

Tessera dopo tessera la relatrice costruisce un mosaico molto più complesso di persona e società.

.L’artista è colui che crea qualcosa di bello

Non esistono libri morali o immorali, i libri sono scritti bene o male

L’artista può esprimere qualsiasi cosa: vizi e virtù sono il suo materiale per l’arte

Tutta l’arte è “useless”

Sono citazioni dalla prefazione del Ritratto di Dorian Grey.

Erano le convinzioni di OW , erano la sua vita.

Il romanzo ebbe un grosso successo popolare ma venne giudicato immorale dalla critica specie per le implicazioni omosessuali, per la forte presenza dell’elemento soprannaturale, e per l’edonismo che non si conciliavano con la morale corrente .

Lo scopo della vita è la piena realizzazione di sé , dando forma a sentimenti, pensieri e sogni per perseguire un ideale ellenico… siamo puniti per le nostre rinunce… L’unico modo per liberarsi da una tentazione è cedervi. “

Io invecchierò ma il mio ritratto rimarrà giovane per sempre. Magari accadesse il contrario, per questo darei tutto, anche la mia anima. Quando capirò che sto invecchiando, mi ucciderò. Sono geloso del mio ritratto, vorrei che fosse il quadro a invecchiare e io potessi essere così per sempre”

Sono ancora citazioni dal romanzo.

Vita e arte fuse insieme a costituire un’unica lega.

Nel 1891 la conoscenza di Lord Alfred Douglas (Bosie) sfocia in una relazione. Lettere di OW pubblicate postume proiettano su questo ombre sinistre. L’autore descrive la relazione “impoverimento e inaridente” della sua capacità letteraria oltre che della consistenza patrimoniale, velocemente prosciugata.

Una società così snobista, avida, ipocrita , classista , superficiale, arrivista rigidamente moraleggiante mal sopportava un OW. che viene accusato dal padre di Bosie di avere traviato il figlio. Il suo mondo gli si rivolta contro, lo emargina e lo espelle.

Nell’epoca vittoriana bigotta e benpensante non viene mai pronunciata la parola omosessualità, ma girata in comportamento turpe, traviamento della gioventù e altri termini simili.

Nel processo si usano parti del testo del Dorian Grey come capi d’accusa, però altre parti del testo vengono utilizzate dalla difesa.

Viene condannato, la condanna prevede anche due anni di lavori forzati che lo avrebbero demolito letteralmente.

La vicenda mi ricorda quella di Socrate (che OW ben conosceva).

Potrebbe esiliarsi, magari in Francia dove lo spirito era differente, forse anche per i rinnovamenti sociali napoleonici, ma decide di non fuggire.

Tutto sommato lui irrideva sì la società, accettandola però.

Forse lì, al momento della condanna, nelle sue decisioni, trasformando la propria vita in tragedia ha voluto vivere e percepire la vita arte. Tragica.

Muore in Francia non molto dopo avere finito di scontare la pena.

Abbiamo detto che la vita era arte, a questo punto non avendo più la vitaarte (sic) abbiamo solo la vita (finita, andata) e l’opera che è quanto ci rimane.

ci lascia con due frasi che completano il mosaico: “Nessuna donna è un genio, le donne sono un sesso decorativo, non hanno mai nulla da dire, ma lo dicono in modo affascinante. Le donne rappresentano il trionfo della materia sulla mente, proprio come gli uomini rappresentano il trionfo della mente sulla morale

La prima non voglio commentarla.

La seconda : C’è una morale terribile in The Picture of Dorian Gray, una morale che i lascivi non coglieranno, ma che sarà rivelata a chi ha una mente sana. E’ un errore artistico? Temo di sì. E’ l’unico errore del libro” (OW)

Io non concordo con OW, colgo qualcosa di diverso: l’emergere finale dell’etica (ethos), universale, trascendente sulla morale (mos moris), particolare immanente, in quest’opera particolarmente in conflitto fra loro. Se così fosse si capirebbe anche il suo modello ellenico citato in precedenza.

Ringrazio anche a nome del Gabineto di Lettura la prof. ssa Mariarosa Marchetti per il bellissimo saggio e spero in ulteriori incontri .

Il maestro Tommaso Boggian ci ha deliziati infine con un graditissimo concerto al pianoforte con musiche di Brahms, Mozart, Bach, Beethoven.

un sentito e riconoscente grazie.

 Este, 11/11/2021                      Il Presidente (dott. Mario Pasetti)

 

3/11/2021 Caffè Greco n.54

Ringrazio tutti i partecipanti e  il relatore Pippo Sapienza per la  serata  di ieri.  L’incontro si è rivelato , non scolastico,   intriso di contemporaneità. Lo spunto è stato la descrizione del  canto quinto dell’Inferno dantesco, ma  gli argomenti toccati sono stati molto contemporanei e cerco di riassumerli, a beneficio degli interessati che non hanno potuto essere presenti ieri.

Partendo da una  breve  descrizione  dell’Inferno dantesco, dalla configurazione morfologica della voragine che lo contiene, prof.  Pippo Sapienza  riassume quanto accaduto in precedenza per passare  a illustrare il  secondo cerchio che accoglie Paolo e Francesca.

La  chiave di lettura propostaci   è  psicologica, ove Dante , impegnato nel suo  viaggio di purificazione e ricerca della perfezione  cristiana, sembra quasi  combattuto fra desiderio di perfezione e  empatia  istintuale. I dannati staranno  insieme in un turbine  di aer perso  che li trasporta senza posa. Ai nostri occhi la pena sembra   un  coronamento al  loro sogno    di vicinanza  eterna ove l’unico, ma non da poco supplizio, sta nel non toccarsi e non fermarsi mai!  il duplice  omicida  sconterà  ben altra pena (alla Caina ) confermando   la gravità  ben maggiore  della sua colpa.

E’ audace parlare si empatia, o di simpatia ( sentire insieme) di Dante nei  contronti  dei due, tuttavia  il  dualismo fra ragione e sentimento non è risolvibile. Sopraffatto dalla tensione, alla fine  del canto Dante sviene.

Caddi come corpo morto cade sono le parole di Dante. Il verso tocca uno dei mumerosi vertici della sua poesia e della sua lingua. Il Fondatore  della lingua  italiana ci parla da settecento anni con la lingua di oggi.

L’industria  del turismo ha  sfruttato  l’opportunità offerta dalla Divina Commedia  anche  facendo di Gradara la  meta di  frettolose coppie che  desiderano farsi il selfie  infilando le proprie  teste nelle sagome di cartone  dei due malcapitati. A completare questo vi sono anche  delle discutibili ricostruzioni ambientali in una sorta di finto museo evocativo. personalmente preferisco starne alla larga.

Il prof. Sapienza ci dice  chi siano i personaggi insieme a Paolo e Francesca,  storici e letterari, non esistiti storicamente, che scontano la stessa eterna condanna, ma  ugualmente vivi nel poema. Potere della suggestione!

Ma la poesia, l’arte, è davvero così suggestiva? Può divenire realtà essa stessa?

La realtà esiste di per sè o esiste solo la percezione nostra di essa? Quest’interrogazione è irrisolta e attuale da sempre. Per  il Prof. Sapienza  la risposta è: prendiamone atto. Come  si spiegherebbero altrimenti le morti per suicidio di numerosi lettori del Giovene Werther e di Jacopo Ortis. Di questo non ne era  a conoscenza Dante, ma  certamente attribuiva tale potere alla letteratura, tanto da intraprendere e condurre  il suo viaggio di purificazione.

Andiamo ad esaminare allora la lettura che accomunava Paolo e Francesca. I testi si  trovano e sono diffusi a tutt’oggi. Spesso sono opere che parlano di amor cortese inizialmente, amor gentile, per trasferire  in tempi successivi la narrazione su piani decisamente più sensuali, senza  tacere talvolta aspetti piccanti. Siamo nel 1200, ma le forze che agiscono su di noi sono le stesse.

Ma siamo sicuri  che  fu un delitto mosso da movente passionale? Non del tutto sicuri dopo aver sentito il nostro relatore. In un sol colpo Gianciotto uccide Francesca, la moglie, e Paolo, il fratello.

E poi?

Gianciotto si risposa con una signora assai dotata e si libera  del fratello, contendente nella divisione dell’eredità paterna. Era una strage dolorosa, forse, ma assai conveniente patrimonialmente.

.. E oggi?

Il delitto d’onore era uno specifico reato, la  rilevanza penale della causa d’onore fu espressamente eliminata, ma solo  nel 1981. Eppure la Costituzione italiana è stata adottata il  27/12/1947. Abbiamo avuto una legge chiaramente discriminante e anticostituzionale per moltissimi anni. …

Non è stato trattato l’aspetto della diffusione dei femminicidi al quale dedicheremo le nostre attenzioni in incontri successivi forse  in occasione dell’8 di marzo.

Ricordando anche Pia dei Tolomei si è conclusa la dissertazione dantesca e contemporanea. E’ stato come avere il Poeta fra noi, con l e nostre pulsioni e ambizioni.

Possiamo definire magica la serata.

Rigrazio Il socio Prof. Pippo anche  anome  di tutto il Gabinetto di lettura.

Este, 4 novembre 2021 Il presidente .

27/10/2021 Caffè Greco n.53

Onora il Gabinetto di Lettura la nomina  proprio in giornata  della socia prof.ssa   Luigia Businarolo all’assessorato alla cultura  del nostro Comune. Nelle recenti elezioni comunali si sono impegnati anche altri soci , anche in altri schieramenti. Ringrazio pertanto quanti  si sono  candidati per la loro disposizione  a operare, dedicando tempo e risorse  personali a favore della collettività. Auguro a quanti  coinvolti direttamente  nella  nuova giunta  comunale e consiglio comunale di bene operare  a favore  del bene comune. Auguro loro anche a nome di tutto il Gabinetto di Lettura  che la esperienza iniziata  porti    grande maturazione civica personale  e sia ricca di frutti  per tutti. Rinnovo in queste righe  quanto  detto  ieri alla nostra  socia  nel presentarla all’uditorio che riempiva la  sala delle feste del Gabinetto di Lettura   e occupava anche le sale adiacenti.

La dissertazuione dantesca della prof.ssa   Luigia Businarolo risulta per me impossibile da riassumere, ma ci provo.

Nel descrivere Este e i nostri  territori  nell’oper a di Dante, la relatrice  ci ha ricordato l’Italia del tempo, l’etica e le  vicissitudini personali del Poeta partendo dai personaggi e luoghi citati.

L’aldilà di Dante è talmente orientato all’aldiquà e così universale nei valori che rendono  ancora suggestiva e attraente la sua opera anche dopo settecento anni.

L’italia invocata più volte  dal Poeta, allora inesistente, era un’idea, un’utopia forse profetica, ma molto avvincente pure ai  giorni nostri.

I personaggi analizzati dalla prof.ssa   Luigia Businarolo sono :  Obizzo II,  Azzo VIII e Cunizza da  Romano figlia di Ezzelino. Il primo lo troviamo  nell’inferno immerso nel Flegetonte fra i tiranni, con la pena massima; il secondo viene solo  indirettamente citato  e adirittura non nominato direttamente nel purgatorio, da Jacopo del Cassero, il quale riferisce che Azzo  odia più del dovuto, la  terza in Paradiso. Partendo appunto da loro, la relatrice  ci ha suggerito e  proposto, circostanziandola  dettagliatamente, anche  la chiave di interpretazione  etica  dei  passi letti in  sala, collegandola  ai  tempi e alle  traversie del Poeta  e alle azioni di altri attori  quali Ezzelino da Romano  e Cangrande  della Scala.

In un  periodo  storico di transizione  da una  fase  comunale    verso la  fase  delle signorie  ove acune casate estendevano influenza  e potere,  costantemente ingaggiate   in difficili e  precari equilibri  fra impero e papato, anche  tensione esistenziale del poeta (esilio in primis) riesce a influenzare il giudizio etico . (Esisterà mai l’assoluto?) .

Citando poi Pietro Bembo, la prof.ssa   Luigia Businarolo  ci ha fatto percepire come nel  corso dei  secoli  Dante e Petrarca  e  le  loro   opere siano state  diversamente valutate dai varì critici. Ci  ha anche suggerito la lettura di “L’Italia di Dante” di Giulio Ferroni  che  so essere disponibile  pure in  versione elettronica per gli appassionati di  turismo culturale .

Eccezionale cerchio aperto e  chiuso!  Sono state esaurientemente evase alcune  domande  degli intervenuti. Grazie Luigia!

A conclusione della bella serata  abbiamo assistito alla performance  pianistica  del maestro Tommaso Boggian che  ci ha  proposto  varì  pezzi spaziando  da Mozart a Rachmaninoff passando per il jazz con  grande  soddisfazione di tutti i  presenti.

Ringrazio anche  Marta  e quanti  si sono  adoperati per la  organizzazione  della serata,  aperitivo  compreso,(Grazie Eliseo  per le foto!).

Mercoledì prossimo sempre alle 18,00 il socio prof. Pippo Sapienza ci  parlerà di Francesca da Rimini. Un delitto d’onore  nella Romagna  del Duecento. Sarà una  serata di sicuro effetto  vista  la  preparazione del relatore.

Invito   quanti  fra i  soci non lo hanno  ancora  fatto a provvedere alla regolarizzazione delle quote sociali  degli anni 2020 e 2021 versando i 240 (per anno ) euro  o in  sede nell’orario di apertura oppure agli IBAN a piè di pagina.

Grazie per l’attenzione

Este 28/10/2021  il presidente .

 

20/10/2021 Caffè Greco n.52

Una edizione molto partecipata da parte dei soci  che non si sono  limitati ad ascoltare, intervenendo con personali considerazioni e ricordi.  L’argomento verteva sull’operato di Antonio Guariento. Era il secondo incontro col dott Michele Santi e con la sua tesi di laurea  sul concittadino. Ci ha illustrato dettagliatamente, con le documentazioni  trovate, la sua  attività di deputato alla costituente e  di parlamentare. Ne è emerso il carattere del personagio, pratico, poco incline alla speculazione e totalmente estraneo alle dinamiche politiche  come le intendiamo noi oggi. Il dott Santi ci ha parlato della sua presenza assai rappresentata   nelle commissioni  tecniche parlamentari e poco nelle discussioni politiche in aula .

I ricordi personali riportati da numerosi soci presenti in sala ne hanno  unanimemente delineato  le caratteristiche di assoluta onestà  e di profonda sensibilità e disposizione a farsi carico di problemi prevalentemente  pratici che affliggevano numerosi concittadini lungo il periodo dei suoi molteplici mandati. Numerose sono state le  domande poste al dott Santi dai presenti, tutte evase con grande  competenza e ricchezza di  documenti.

A tutti i presenti e in particolare al dott. Michele Santi va il mio e nostro ringraziamento e gratitudine.

Il maestro Filippo Barbugian  ci ha accompagnato verso la  fine  della serata con  piano jazz&blues club facendoci ascoltare delle bellissime esecuzioni che  testimoniano la sua  attitudine  nel fare sintesi fra i  due  generi musicali. In conclusione  inoltre ci ha illustrato   le  caratteristiche  dello strumento pianoforte. Mi sento di  doverlo ringraziare sentitamente  a nome  di tutti i  presenti. La sua professionalità concorre molto alla felice riuscita delle nostre serate.

Comunico inoltre ai  soci  che i prossimi due incontri di  Caffè Greco  saranno centrati su Dante Alighieri. Già altre volte abbiamo avuto Dante come  protagonista e sempre sono stati incontri importanti. E’  per me un mistero come dopo 700 anni riesca  ad essere così attuale.

Speriamo di essere numerosi.

Este, 21/10/2021   Il presidente

 

 

 

 

 

 

13/10/2021 Caffè Greco n. 51

 

Probabilmente noi tutti sentiamo la  necessità e il piacere  di stare insieme,  mercoledì 13 ottobre  la  sala delle feste  ha  visto tutti i posti occupati e, anche  aggiungendo le  sedute necessarie abbiamo mantenuto un buon  distanziamento che fortunatamente non è più obbligatorio. Ci  tengo a  questa  precisazione per sottolineare la prudenza e la organizzazione  che cerchiamo di mantenere a elevati livelli. I partecipanti erano più di quaranta .

Partendo  dalla introduzione  del dott. Mauro Vigato che ci ha   descritto il processo per l’effrazione  della tomba del Petrarca  del 1630, tralasciando però i particolari più gustosi, per non  togliere il piacere della lettura integrale  dell’articolo   presente  nel numero 59/60 della rivista  Terra d’Este, si è passati a una  esposizione a tre voci. La  presenza  inaspettata, non programmata e assai gradita   del prof. Claudio Povolo, vero esperto in  materia, ha  reso possibile questa chiacchierata non preparata  svoltasi con  continui richiami alle molteplici angolazioni di veduta  dei  fatti nei secoli. Solo per ricordare brevemente gli argomenti  trattati, ricordo  le realtà processuali, la composizione degli attori del misfatto del 1630, le conseguenze  per gli stessi, i successivi avvenimenti  nei  secoli, le conseguenze dell’ editto di Saint Cloud  di Napoleone, le teorie lombrosiane  e molto altro.

Si è anche parlato dell’importanza di Terra d’Este e della evoluzione della storiografia nell’ultimo  trentennio  apprezzabile frequentando le sue pagine. Un  ringraziamento va al socio Avv. Giovanni  Cappellari che  con sforzo e dedizione  la dirige.

La  conferma  della curiosità suscitata sta  nella quantità di  copie  della rivista  che sono state  richieste.

Segnalo   anche il  libro del pro. Claudio Povolo: Il frate, il conte e l’antropologo (cierre edizioni), vero esperto in  materia e, vista la  vivacità  della serata spero che  potremo in  futuro avere ancora  fra noi l’autore per proseguire la chiacchierata con nuovi spunti di riflessione.

(15/10/2021) Mario Pasetti

07/10/2021.

Finalmente, dopo la riapertura della sede sociale, siamo riusciti  a riprendere anche l’attività culturale in presenza nel nostro Gabinetto  di Lettura. Nel rispetto delle norme  vigenti e della dovuta prudenza (green pass e abbondante distanziamento delle  sedute in sala), ieri, il 6 ottobre , abbiamo  tenuto  la cinquantesima   serata  del  Caffè Greco,  riprendendo  quella  che  era  divenuta  una apprezzata  consuetudine, purtroppo interrotta  dalle limitazioni  dovute  al Covid 19. Con un ulteriore sforzo organizzativo la serata è stata molto  impreziosita da una proposta musicale  dal vivo  al pianoforte. Non nascondo che mi  piacerebbe molto che questa combinazione divenisse una  nuova  consuetudine dei nostri incontri del  mercoledì. Si prolungherebbe in questo modo anche l’0rario di apertura, rendendo fruibile il  Gabinetto di Lettura ad una platea  maggiore di soci.

Animatore  culturale e musicale sono stati il prof. Michele Santi e il maestro  Filippo Barbugian, ai  quali  va il mio e  nostro  ringraziamento.

La  tesi  di laurea  discussa nel corso  di quest’anno   dal Prof. Santi e illustrata ieri  è incentrata sulla   attività di  Antonio Guariento (1896-1975), deputato e sindaco di Este (1945-1964). Ieri si è  parlato  particolarmente della sua  attività di Sindaco,  lasciando l’ illustrazione dell’attività di  deputato all’incontro programmato al 20 ottobre sempre nell’ambito del Caffè Greco. Ad arricchire la serata non è mancato il contributo  di  taluni fra i presenti delineando così anche le  prerogative umane  del  Guariento.

Il Gabinetto di Lettura ha   proposto  alcune copie del numero di Terra d’Este dove si parla per esteso  della  attività dei  sindaci del nostro territorio nel periodo  fra  resistenza e   repubblica. Gli articoli presenti in tale numero di Terra d’Este sono citati nella tesi del prof. Santi.

Il maestro Filippo Barbugian, al pianoforte,  ha condotto la seconda parte del nostro incontro proponendoci brani   rielaborati dalla sua raffinata  quanto competente sensibilità. Affermato e giovane  pianista di Este, sta pecorrendo   una  personale  strada  di integrazione fra i  generi blues e jazz.  La sintesi dei due  generi propostaci nella selezione di  brani di ieri ha suscitato un generale apprezzamento.

Speriamo di riaverlo presto con noi.

Dalla pandemia stiamo uscendo abbastanza provati, anche  finanziariamente . Invito  i soci che non lo avessero ancora  fatto a regolarizzare i  pagamenti  delle quote  sociali per l’anno in  corso e  l’anno scorso. Le quote possono essere pagate in  sede  o  con  bonifico agli indirizzi presenti al piè di pagina.

Grazie  per l’attenzione.

Il Presidente